Escursioni

Pompei

“La nube si levava, non sapevamo con certezza da quale monte, poiché guardavamo da lontano; solo più tardi si ebbe la cognizione che il monte fu il Vesuvio. Frattanto dal Monte Vesuvio rilucevano in più di un punto estesi focolai di fiamme ed alte colonne di fuoco: il loro fulgore spiccava più chiaro sulle tenebre della notte”. 

Con incertezza e paura Plinio il Giovane, nella prima lettera a Tacito, descrive l’inizio dell’eruzione del Vesuvio, un evento che spazzò via la città di Pompei ma che nello stesso tempo la rese “immortale”. Era la notte del  24 agosto del 79 d.C.  Come si può evincere dalla descrizione di Plinio il giovane, gli abitanti della cittadina pensavano che il Vesuvio, che avrebbe poi causato una catastrofe immane, fosse un “monte innocuo”. Oggi dopo aver studiato la storia, sappiamo che il “gigante” è solo dormiente. Visitando gli scavi si percepiscono due grandi realtà: la bellezza dell’ubicazione della città e la sconfinata forza della natura. Dai resti della vecchia Pompei si può quasi immaginare come scorresse la vita prima di quella notte di agosto.

Per tutti i visitatori è disponibile, sul sito internet   http://pompeiisites.org,  una piantina degli scavi con le informazioni sui vari reperti.

Quando ho visitato il sito vi erano le statue dell’artista Igor Mitoraj, esposte da maggio 2016. Dislocate per tutta l’area, a mio avviso, rimandano il visitatore a ciò che ha avuto luogo, creando una sorta di empatia con la città.

Sarebbe impossibile in questa sede descrivere nel dettaglio tutto quello che potrete visitare una volta giunti al sito, per questo racconterò in sintesi, e con l’ausilio delle mie amate foto, cosa offrono gli scavi di Pompei, con un piccolo suggerimento finale.

Casa della Venere in conchiglia 

Casa e Thermopolium di Vetutius Placidus situata in via dell’Abbondanza si servivano bevande e cibi caldi  

La casa di Octavius Quartio. In particolare il suo giardino caratterizzato dalla presenza di due corsi d’acqua artificiali con piccole cascate e fontane

Il Teatro Grande, che sfrutta il pendio naturale della collina dove è stato edificato.

Il Foro Civile, il cuore della vita quotidiana della città

 La Casa del Fauno, una delle abitazioni più grandi di Pompei estesa su 3000 mq.

L’incanto degli scavi non è racchiuso tra le mura della città, ma è in simbiosi con il paesaggio circostante. Il fascino del sito archeologico è insito anche in ciò che non è spiegato, in ciò che non è narrato, ma nel silenzio dei suoi mattoni, delle sue stradine, sui muri ornati ed in quelli crollati.

Un piccolo consiglio: terminata la visita, a pochi passi dal sito, vi è il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario. Vi consiglio di visitare sia l’interno del santuario che il campanile, dal quale è possibile scorgere una delle prospettive della città.

Curiosità: durante l’eruzione del Vesuvio morì  Gaio Plinio Secondo, più noto come Plinio il Vecchio, scrittore e naturalista romano. Fu Plinio il Giovane a narrare, in una lettera, della volontà dello zio di osservare il fenomeno il più vicino possibile da una imbarcazione. Morì probabilmente a causa delle esalazioni vulcaniche.

“Già altrove era giorno, lì era notte: una notte più fitta e più nera di tutte le notti” (Plinio il Giovane ).

5 thoughts on “Pompei

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *