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Viaggio in moto, destinazioni: Capodistria, Sirmione e Monte Carlo

Viaggiare in moto ha il suo fascino, a differenza dei viaggi in aereo dove quando atterri inizi la scoperta della meta prescelta, il viaggio in moto inizia dalla pianificazione degli itinerari, dalla preparazione dell’equipaggiamento, dalla scelta del percorso più suggestivo, dalle informazioni climatiche e molto altro. Apprezzi il paesaggio che la strada ti pone davanti, ed il vento che si infrange sulla visiera del casco ti regala un senso di libertà, per non parlare delle ore di viaggio che ti donano la possibilità di riflettere, spesso affievolita dalla frenesia di tutti i giorni.  Infatti, mentre ero in viaggio già pensavo a cosa scrivere per narrare al meglio questa avventura. Inizio con le mete del viaggio. Prima meta Capodistria (Slovenia), un giorno a Sirmione e come ultima tappa  Monte Carlo, il tutto partendo da Roma per un totale (andata e ritorno) di  2421 km. 

Primo giorno

Sveglia presto, sistemato il carico sulla moto e partenza! Dopo 728 km siamo giunti a Capodistria. La città  si affaccia sul mare Adriatico e dal 1954 è il principale porto commerciale ed industriale sloveno, nonché uno dei più importanti del Mar Adriatico.


Cenni storici

Capodistria fino al 1797 è stata sotto il controllo di Venezia. A seguito del Trattato di Campoformio è stata sotto l’egida dell’Impero austriaco dal 1797 al 1803, anno in cui fu occupata dai Francesi. Una città strategica con numerosi cambi di influenze che ne ha decretato la particolarità.

Dopo la prima guerra mondiale, la città entra a far parte del Regno d’Italia.

Nel 1975 il Trattato di Osimo chiude il contenzioso di confine tra l’Italia e l’allora Jugoslavia divenendo definitivamente parte della Slovenia, che nel 1991 diventa uno stato indipendente.

Un trascorso che ha reso la città cosmopolita e multiculturale.

Dopo aver effettuato il check in in albergo era d’obbligo cercare di visitare il più possibile la città. Così  passeggiando tra i vicoli è possibile ammirare:  palazzo Pretorio del XV secolo, in stile gotico veneziano, la chiesa Carmine Rotunda del XII secolo e la cattedrale dell’Assunta e di San Nazario con il campanile, alto 55 m, del XIV secolo

Secondo giorno: castel Lueghi e grotte di Postumia


Castel Lueghi

Castel Lueghi o grad Predjama, è un castello ubicato in Slovenia la cui costruzione risale al XIII secolo. Da 800 anni è incastonato tra le montagne, noto in epoca medievale per essere inespugnabile. A rendere questa struttura particolare non è solo quello che si vede, ma la presenza di una grotta nella parte posteriore della fortezza che cela una rete di gallerie segrete.



Grotte di Postumia

Magnifiche creazioni naturali, le grotte sono caratterizzate da innumerevoli sculture calcaree, nonché dimora delle “salamandre di Postumia” ( proteo o Proteus anguinus) in cui è possibile accedere per mezzo di un trenino sotterraneo.

Ma di questi fantastici luoghi ve ne parlerò in un altro articolo.

Nel pomeriggio, terminata la visita alle grotte,  per sfruttare tutte le ore disponibili e continuare la scoperta della zona di Capodistria, io ed il mio compagno abbiamo deciso di recarci a Portorose percorrendo tutta la costa. Con un lungomare affollato e numerosi locali vista mare è un luogo in cui poter trascorrere qualche ora di relax ascoltando il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli.


Terzo giorno: Sirmione

Tornati in territorio italiano abbiamo deciso di porre come tappa il borgo di Sirmione, in provincia di Brescia in Lombardia, il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso lago di Garda. Giunti in loco era d’obbligo la visita al castello Scaligero, in passato a guardia dell’unico punto d’accesso meridionale al centro storico

La storia

Fu costruita dalla famiglia Scaligeri, da cui prese il nome, durante il XIII e il XIV secolo. Rappresenta una tipica di fortificazione lacustre. La sua peculiarità: si affaccia sul Lago di Garda e la darsena ne contiene una piccola parte.
Nel 1405 Sirmione passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia e fu in questo periodo che iniziò il rafforzamento delle strutture difensive nonchè la realizzazione della darsena oggi visibile. Sirmione mantenne il primato di postazione difensiva fino al XVI secolo. Attualmente la rocca è composta, inoltre, da tre torrioni e dall’imponente mastio, alto 47 metri.

Il borgo

Il borgo di particolare bellezza in cui fa da padrone la suggestione creata da un castello circondato dall’acqua coniugata dal pittoresco districarsi dei vicoli accoglienti adornati da fiori. Capace di creare un’atmosfera particolarmente suggestiva, definirei questo borgo romantico, nella sua antica accezione.

Terzo giorno: Monte Carlo

La prima parola che mi è venuta in mente, giunta a Monte Carlo è stata: particolare. La città ingloba diverse contrapposizioni, come la complessità delle costruzioni con la semplicità del mare, il moderno rappresentato dai vari lavori di costruzione alla tradizione della parte storica della città. Monte Carlo è particolare, passeggiando è possibile percorrere il tunnel del tracciato in cui si svolge il gran premio di Formula 1, è possibile passeggiare in un giardino giapponese su uno sfondo di grattacieli che rende quasi tangibile le contrapposizioni della città.  Ovviamente una delle caratteristiche della ville del Principato di Monaco è la presenza degli enormi imbarcazioni attraccate al porto.

Quarto giorno: ritorno in Italia

Per far rientro in Italia abbiamo deciso di percorrere una strada che ci ha permesso di costeggiare il monte Argentera nel parco naturale delle Alpi marittime. Percorrere  questa tratta è stata una decisione davvero ottima, in cui ho potuto ammirare il paesaggio circostante, dominato dalla natura.  Per un rapido coffee break   abbiamo scelto il comune francese di Breil-sur-Roya, situato nella valle del fiume Roia. Essendo un piccolo centro abitato regala ai motociclisti in sosta un momento di tranquillità. Ritornati in sella abbiamo deciso di dirigersi verso Barolo per poter assaporare, prima del rientro, il paesaggio adornato da viti.

Il rientro al campo base è proseguito percorrendo la via Aurelia.

Essendo il mio primo viaggio in moto ho potuto constatare che spostarsi con le due ruote ha molti risvolti positivi, come la connessione che si crea con il territorio circostante, osservando  ogni singolo colore ed odore della natura. Certo quando viaggi in moto devi limitare il tuo bagaglio, ma fortunatamente nel mio caso non è mai stato un problema. Seguiranno ulteriori viaggi on the road.

E voi avete mai viaggiato in moto?  

4 thoughts on “Viaggio in moto, destinazioni: Capodistria, Sirmione e Monte Carlo

  1. Aspettavo con ansia il nuovo articolo!
    Ho apprezzato particolarmente i cenni storici e lo stile usato per narrare il viaggio, a tratti poetico.
    Grazie a te, sono venuto a conoscenza di tanti posti straordinari, e neanche tanto lontani, in particolare mi ha sorpreso la presenza del giardino giapponese presente a Monte Carlo, un simbolo dell’estremo oriente dietro l’angolo, sarà sicuramente una meta fissa del prossimo viaggio, magari in moto visto che è un esperienza di viaggio che ancora mi manca.
    Non vedo l’ora di leggere l’articolo dedicato alle grotte di Postumia!

  2. Rispondo prima alla domanda.. si molti viaggi in solitario, in camping, in coppia e in gruppo..si il difficile è ridurre al minimo le cose, specialmente se si va in campeggio e un po difficile! Ho apprezzato molto la tua capacita’ giornalistica e storica nel descriverr il tuo viaggio, chiedendomi se saro in grado di farloanche io nel mio di questa estate.che tocchera’ Albania, Montenegro e Bosnia

    1. Grazie per aver letto l’articolo. Indubbiamente la difficoltà di ridurre al minimo il bagaglio dipende molto dai giorni, destinazione e meteo. Sono sicura che riuscirai a descrivere al meglio il tuo viaggio e sono curiosa di leggere in merito al tragitto, particolare ed interessante, che hai designato .

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