Estero, Focus di viaggio, viaggi in moto

Slovenia: alla scoperta delle Grotte di Postumia

Il rumore delle gocce che lente danno vita all’architettura perfetta delle stalattiti e stalagmiti che adornano l’interno della grotta. La meraviglia sotto la superficie.  Per alcuni sinonimo di luogo pericoloso o tetro, per altri un sito  in cui la vita scorre a ritmi diversi dalla superficie, dove ogni scoperta è magia o come affermò Luka Čeč,  il 14 aprile del 1818 quando si addentrò in una galleria fino ad allora ancora ignota che nascondeva le parti più belle delle Grotte di Postumia: “Qui c’è un nuovo mondo, qui c’è il paradiso!”.

Le Grotte

Il sito, ubicato in Slovenia a 55 km dalla capitale Lubiana, è costituito da un reticolo sotterraneo  lungo 21 km tale da risultare la grotta turistica più lunga d’Europa, dove oltre 30 milioni di persone vi hanno fatto visita in 185 anni. Sono le grotte più estese del Carso, nonché le più visitate d’Europa.  Le caverne sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi impercettibili all’occhio, la cui formazione richiede migliaia di anni il cui sviluppo è dovuto all’afflusso d’acqua contenente carbonato di calcio che si deposita formando le aggregazioni. La temperatura media è di 8 °C che aumenta leggermente d’estate e diminuisce un poco d’inverno.  Ma le grotte di Postumia hanno anche altre peculiarità.

La linea ferroviaria

Cosa non vi aspettereste di trovare in una grotta? Una linea ferroviaria. Il 16 giugno 1872 è il giorno in cui fu inaugurata la prima ferrovia sotterranea.    Con il tempo le motrici a benzina furono sostituite da quelle elettriche, a causa del gas di scarico prodotto e sia per l’inquinamento acustico. Mediante l’utilizzo della ferrovia una parte della visita all’interno delle grotte risulta più scorrevole implementando il numero di visitatori giornaliero. La seconda parte della visita invece è reso possibile grazie alle guide che suddividendo i turisti in base alla lingua madre rendono la divulgazione delle informazione più agevole anche per i più piccini.

Attualmente la parte turistica delle grotte è ben illuminata, ma dobbiamo considerare che alla data della scoperta venivano utilizzate candele e fiaccole. Questo gravò sul turismo per questo  l’amministrazione di allora decise di dotare i passaggi sotterranei di luci elettriche come soluzione alternativa. Così nel 1884 si accesero per la prima volta all’interno delle grotte le luci alimentate da un impianto elettrico permanente rendendo il sito uno tra i primi ad usufruire dell’elettricità. Le prime installazioni furono poste nella Grande sala, al Grande monte e nella Sala da ballo. Con il tempo la ramificazione dell’elettricità si ampliò del tutto.

Curiosità: nella Sala da ballo è stato montato un lampadario in vetro di Murano, un connubio tra modernità e natura che rende il sito uno dei più caratteristici che abbia mai visto. Inoltre,  durante il tradizionale Presepe vivente e le feste natalizie, le Grotte di Postumia vengono illuminate da luci particolari adatte per l’occasione. Non bisogna dimenticare la  sala dei concerti, famosa per la sua particolare acustica e per le sue dimensioni tali da contenere fino a diecimila persone.

L’ufficio postale

Se la linea ferroviaria non vi ha sbalordito allora cosa ne pensate di un ufficio postale?

Nel 1899 venne inaugurato l’ufficio postale sotterraneo operativo per i soli visitatori ed ospiti degli eventi organizzati in occasione delle Feste delle Grotte all’interno della  Sala del ballo. Ubicato nella Sala da ballo, a circa 500 m dall’ingresso. Curiosità: secondo i dati raccolti, nel 1900 furono inviate 7000 cartoline, quattro anni dopo, in occasione del lunedì della Pentecoste, in  tre ore sono state spedite ben 13.800 cartoline, ognuna corredata da un timbro speciale dell’ufficio postale sotterraneo.

Il Proteo

Ora è giunto il momento di parlare del Preoteus anguinus, cioè  il Proteo, conosciuto anche con il nomignolo di “cucciolo di drago” che dimora nelle Grotte di Postumia. Questi animali hanno il corpo anguilliforme lungo circa 20-30 centimetri. La loro peculiarità è l’assenza di occhi, poiché si sono adattati al buio e grazie alla presenza di  recettori sulla pelle, che sembra trasparente ed è molto sensibile alla luce,  possono  captare ciò che li circonda. Le zampe sono corte e presentano tre dita sugli arti anteriori e due su quelli posteriori. Nell’acqua respirano attraverso branchie esterne. Curiosità: il proteo riesce a sopravvivere senza cibo  fino a 12 anni e possono vivere fino a 100 anni.

Voi siete mai stati in Slovenia? Cosa avete visitato? Quale “particolarità” delle grotte vi è piaciuta di più?

2 thoughts on “Slovenia: alla scoperta delle Grotte di Postumia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *